mercoledì 14 marzo 2007

MAGNUS E' VIVO, E LOTTA ASSIEME A ME

[Tratto da " Manuale dell'Arte Bimba"]

[...] aaanche il mio Gemello A [...] rivestì un fruttuoso ruolo, sì tardivo, sì secondario, ma pur sempre in funzione della mia tremenda Gloria a venire.
Una sera, a cena, esibì a noi fratelli un numero di Kriminal, disegnato da un certo Magnus. [...] L’episodio si svolgeva più o meno a Bologna. Inebriato di patriottismo, Gemello A fece girare una vignetta in cui, sulla colonna di un portico sotto le Due Torri, si leggeva chiarissimo GIÙ LE MANI DA CUBA. Come piatto di portata lo trovammo entusiasmante: non solo era la prima volta che una storia a fumetti si svolgeva a Bologna, cosa che a noi patrioti piacque sino alla commozione e ai latrati a tavola, ma era proprio la Bologna di quegli anni, erano proprio le colonne e i portici e le scritte di quegli anni, e giù le mani da ‘sto primato. Capii ancora meglio, e per sempre, che Tex era fottuto, an-da-to.
Un Gemello A lanciava nell’aria smorta di una cena serale un po’ sotto tono un numero di Kriminal, e che cosa succedeva? Quello svolìo di pagine roteanti non solo faceva compiere al fumetto italiano un salto in avanti inimmaginabile, duemila secoli minimo, ma contemporaneamente s’inguattava, ancora frullante, a sobbollire e fermentare nel lobo limbico del distinto e distante Gemello F.
Il Caso opera così. Formula segreta del Caso: a Volte Basta una Cena.
Kubrik, non sei nessuno. Gridate con me: Kubrik, non sei eccetera.
Da quel momento piazzai i miei occhi invidiosi su quel Magnus, ignorando che fosse un professore di disegno bolognese, Roberto Raviola. E naturalmente non mi sorprese lo strepito ingenerato dalle sue tavole. Quante gliene dissero i giornali. E le nasine arricciate di Linus, che lo odiarono sempre a morte, lui ed il suo Kriminal. E i sequestri, i sequestri, ggiesù, che paese pietoso.
Capivo benissimo le ragioni di quello schiamazzo. M’era capitata per le mani una copia vecchia e strausata di "Omicidio al riformatorio", il leggendario numero 5 - il primo capolavoro finalmente firmato M. - in cui una povera troietta, condita da pizzi e mutandine, era finita impalata sulle lance di un cancello. La storia non la ricordo, era certamente una vaccata, ma non riuscivo a staccare gli occhi dai disegni: mutande, culo, bellissima fighina infilzata, occhi fissi per sempre ad esplorare il mistero dell’altra sponda, arrapamento, atrocia nuovissima, 'sto tizio, chi era? Altro che gli avvoltoi di Tex. Mi arrovellavo, tizio, chi sei? e per lenire questo mio lavorìo interiore, e contemporaneamente guadagnare facili consensi con gli amici del pallone–per–strada, ritoccai a china e a bianchetto la morta, in pratica rifacendo al contrario ciò che i pusillanimi baciapile della Editoriale Corno avevano combinato agli originali dello Sconosciuto Magnus prima di pubblicarli. Le denudai il culo, sbiancando, ridisegnando, ripulendo e ne feci colare metri di escrementi, quei metri che certamente ogni bimba impalata emette in agonia, nel fatuo tentativo di impressionare l’assalitore, di fargli arricciare il naso, di farlo pentire e giurare commosso di non provarci mai più. Almeno, era ciò che avevo letto in un saggio su National Geographic, stilato da un noto studioso dei rapporti leone–gazzella, che in quell’esercizio volli reinterpretare alla luce di superiori interessi.
Trattai allo stesso modo le seimila mutande del riformatorio. Ore e ore a correggere le braghettone della Corno, e ricostruire capezzoli, pubi ricci, pubi depilati, ascelle, vulve da cavalla ed ani, protrusi e sempre assai produttivi. Non mi sognai nemmeno un attimo, per quanto fosse facile, di far spuntare dalla tutina di Kriminal uccelli innastati; il mio cervello non ha mai funzionato così, e già allora mi appariva saggio mantenere una freddissima distanza da camionisti e barbieri.
Poi passai ad aggiustare i testi, per mitigarne l’approssimazione e la cretineria; quell’italiano sbilenco, con miserie e ovvietà da analfabeti, umiliava lo splendore dei disegni. Imitando con un rapidograph 0,3 il lettering originale, aggiunsi battute, esclamazioni e didascalie, ma mi scatenai anche in allitterazioni, rime, cambi d’iniziale, zeppe, e insomma l’intera mia cultura enigmista venne buona per rendere il racconto spiritoso, sconcio e Sù! Pé! Riò! Réh! Mio.
A cose finite il giornalino era illeggibile, e lo scaraventai dalla finestra. Gli amici in cortile fecero a botte per arraffare le mie chiose.
Fu anche per questa sorta di imprinting allucinogeno che il primo Magnus mi piacque sempre più dei Magnus successivi. Una sua istitutrice-con-lampada-a-petrolio che s’aggirava per bui corridoi mi mandava nei matti. Glielo dichiarai anche, una volta, mentre mangiavamo soli nella sua cucina, ma lui non fu per niente d'accordo: si piaceva molto di più dopo, a mestiere conquistato. Profe di disegno. Chissà. Mof. Bof. Con SataniKriminal mi fermai a due cm scarsi dalla pugnetta, giuro, ma bisogna capirmi: Satanik e Kriminal erano Satanik e Kriminal, Magnus era Magnus, io ero io e, più di ogni altra cosa, those were the days.

5 commenti:

ponkio ha detto...

T'invito a sfanculare il seguente insidioso e terribile sospetto: più s'ingrassa Arte Bimba sul blog più s'allontana l'edizia cartacea.

Anonimo ha detto...

Salve, grande (kattivo) maestro Scozzari. Sono un tuo ammiratore che si diletta a fumettare, ogni tanto. Dopo aver letto il tuo intervento "LA GRANDE TRUFFA DELLA FUMETTERIA" mi chiedo: c'è una via di scampo? Ovvero: dovessi pubblicare una cosa mia, poi cosa ci faccio? La vendo agli intrepidi davanti alle scuole medie? Rispondimi, per favore, e dammi una speranza.
Almeno tu.
Grazie per l'attenzione.

Betty Veronese

Anonimo ha detto...

kubrik, non sei nessuno!
Grazie, Maestro.

Betty Veronese

Anonimo ha detto...

Be', Betty, non mi piaceva per niente come erano state apparecchiate le cosine a Bulagna, così le ho rimesse a posto. Sentivo che dovevo. Che cosa ci vuoi fare? Noi garibaldi siam così...
FS

Anonimo ha detto...

cazzo ma dov'e'finito il vecchio sito
???????

http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=260178172870&ssPageName=MERC_VI_RCRX_Pr4_PcY_BID_IT&refitem=260178165592&itemcount=4&refwidgetloc=active_view_item&usedrule1=CrossSell_LogicX&refwidgettype=cross_promot_widget

chi si vende i tuopi schizzi ?

a proposito di schizzi, l'altra sera sono uscito con un trio di pazzarielli, lav, raff e gall.. un delirio.

sei stato alla mostra traumfabrik ? hanno venduto cose tue a migliaia di euri (scherzo)

stamme buono

jj