martedì 1 aprile 2008

FIERA, CAVALLO DEL CAZ

FIERA A MILANO? NO, GRAZIE, MAI PIU'
La Fiera del Fumetto di Milano mà fatto skif, come prevedevo, ma non pensavo mi facesse tanto skif. Inutile parlarne. Dico giornalini usati, dico manga, dico metri e metri e metri di orripilanti vignette politiche, conferenze semideserte e inutili sull'inutile, cosplayers/ragazzini folli, tutti innocenti, tutti da abbracciare ed immergersi nel loro modo scocomerato, tutti eroici nella loro forsennata dedizione ai fumetti, ma tutti ingiustamente deficienti, così capite al volo il genere.
Il buono di questa sanremo della carta è stato che ho visto o rivisto gente fenomenale, e quindi il bilancio è strapositivo - anche al boxoffice, orsù, igortiamo un po' pure noi.
L'unica altra cosa che m'è andata a genio di questa trasferta è stato l'enorme capannone adiacente, sotto le cui buie volte si celebrava il Festival della Birra. Birre francesi, birre alle castagne, birre lattiginose, rosse, siciliane stupefacenti, altoatesine scarse ma con bellissimi sottobicchieri, tedesche, irlandesi - di cui ho fatto incetta.
Com'è che uno viene invitato per presentare il proprio amatissimo libro, poi però finisce a divertirsi di più in un capannone interrogando sfilatini al salame, pretzel, stinchi di bue e boccali? Finirai mai di farti odiare,
paese?


Via dalla pazza folla, a distrarmi in metro con un giornale romeno abbandonato.
Ma perchè abbandonato, santo cielo? La ragazza di copertina rivelava molte cose interessanti
sulla propria vita, le fughe, la ricerca della felicità, gli amori, i condilomi, la filiale devozione a Vauro...
Buttarla via così, su un sedile qualunque... La gente non capiscono proprio niente.

mercoledì 26 marzo 2008

A P P U N T A M E N T I M I L A N E S I A L M A S S I M O

Noi in Giro per Voi, Noi in Gita da Voi
Come essere amici di Me

La Mia procace Editor, Elle Coniglia, m'impone di segnalare ai simpatici consumatori che sabato e domenica prossimi venturi (29 e 30 marzo) sarò al Cartoomics di Milano, ove affannato firmerò copie preziose di Arte Bimba (lo scontrino d'acquisto esibito ai cancelli costituirà titolo preferenziale), e distribuirò omini kiodini vergati a mano sulle mani di chi m'ama - ma il pennarello indelebile dovrete fornirlo voi, non sono tanto in fondi; buono anche il siringhino per l'hennè. Inoltre domenica h.11,30, sala Bond, SALA BOND, mi esporrò alle cosiddette Masse, che senz'altro sotto quelle volte canteranno a gola spiegata la mia Dovuta Gloria e la loro Ineffabile Felicità. Conto abbastanza sul fatto che non siate zeppi di birra, Masse, ma mi andrà bene ugualmnt. Il Punto è la Fattanza Scozzarica, non i mezzi per ottenerla (lo scontrino d'acquisto esibito ai cancelli costituirà prova di Fede Certa. La Lucidità è un'altra cosa, come allo specchio suggerisce sempre il mio cranio).
Per altre news recatevi presto al sito Coniglioeditore.it o magara sfogliate il loro ScuoladiFumetto.blogspot.com: imparerete come farvi flagellare o lodare o morsicare o impalmare da IO Scòzzari in persona, dovessi per caso sopravvivere, nei prossimi mesi, ai compitini inviati a quella redazione da voi aspiranti alla Gloria.
Va bene così, Sora Editora? Serve altro? Perchè mi vuol sempre far lavorare, cristo?

sabato 22 marzo 2008

LE OLIMPIADI DELLA SCIMMIA GIALLA? COL CAVOLO. MEGLIO UN LIBRO.

Reclamo rèclame
SPOT, non SPORT
La RAI già da un po' manda in onda brevi cartoncini animati, nei quali un omino/chiodino a testa piatta salta fuori dalla fiaccola delle olimpiadi cinesi e corre, corre, corre a spronare i forti e i bravi a tifare per quelle scimmie merdose. Ho Chi Min le odiava, figurarsi io. Vi propongo due mie versioni, statiche perchè sono negato coi cartoni animati. Fate conto che vi stia dicendo: "Lasciate perdere il muscoloso Sport, e correte come me in libreria: è finalmente uscito "Memorie dell'Arte Bimba", ginnico esercizio di memoria e dritte sul come difendersi dall'Universo".


Vabbè, chiederanno i miei piccoli lettori, ma perchè quegli strani signori corrono col dindòn di fuori? Significa che le olimpiadi dobbiamo andarcele a vedere nudi? O solo che son matti, come il loro fratellino lassù a dx?
Va bene, risponderò ai miei piccoli lettori, volevo semplicemente farvi capire da dove qualche sotto-grafico RAI ha succhiato l'idea [Istanza Rivendicativa]. Per altro [Istanza Filosofica], è pur vero che ci sono cose a questo mondo che non stanno nè in cielo nè in terra nè nelle mutande, ma almeno nei blog lasciamole in pace, senza tante domande rompicoglionative.
[Ehm... da un po' i chiodini Rai sono spariti. Qualcuno è rinsavito?]

sabato 1 marzo 2008

ARTE BIMBANBO'

E' COMINCIATA LA RUMBA...
Giovedì 6 marzo, alle 6,
presso la Libreria Irnerio, via Irnerio, Bologna
ho presentato finalmente,
era ora,
ppperdio,
non ne potevo più,
ancora un po' ed avrei ammazzato,

MEMORIE DELL'ARTE BIMBA.

Rosso Popolo,
sei venuto,
mi hai assistito,
mi hai sogguardato,
mi hai ascoltato, interrogato, valutato,
hai annuito

e,
infine,
mi hai Comprato.
Bravo.
Così si fa.

[Anche i Destri erano invitati, ma non sono venuti, avendo rifiutato l'obolo che avevo imposto, pasticcini a carriole. Non hanno voluto rendersi conto sul campo a che cosa serve un attrezzo da lavoro. I democristiani idem, non hanno accettato di nutrirmi a ostie strafarcite con marmellata di mirtilli e lamponi, frutta minimo 88%. La scusa è stata che le loro monache pasticcere non conoscevano la ricetta. Miracoli no, eh? ho controproposto io, ma niente da fare...].

Tenere pervicacemente presente che fino al 25 marzo il libro si troverà SOLO alla Libreria Irnerio.
Perciò fino a quella data inutile girovagare e importunare altri librai.

In altre e posate parole, si può
affermare
che avete partecipato ad un'anteprima mondiale, e ve ne ringrazio.
D'altra parte, che cosa non è mondiale nella mia Altissima Persona?
Che cosa non è anteprima?

Potete essere Amici di Me!

Giovedì 6 Marx, a ore 18,
al canto del Gallo Cedrone,

presso l'identica libreria Irnerio che ho detto prima,
nel Salone delle Udienze Con Rosa dei Venti sul Soffitto,
ho esposto alla Massa Magra anche un mio nuovo opuscolo, dal titolo

Possiamo essere amici dell’Unto FS?

nel quale metto in conveniente risalto l’importanza di
coltivare una calorosa ed amorevole relazione con
ME,

identica a quella che un Bimbo Obbediente e Zitto deve avere
per forza
col Padre Suo Soccorrevole e Saponettico,
sia immediatamente lode a

Egli.

In molte parti del mondo c’è grandissimo bisogno di
istruzione scozzarica semplificata,
e quest’opuscolo soddisferà tale esigenza.
Si rivelerà una proficua benedizione per chi ha un’istruzione limitata,
o non sa leggere bene.
I Digiuni ne saranno elettrizzati, e potranno riconoscere,
dopo qualche ora di facile studio, i falsi profeti.
I Ferrati ne saranno uptodateds, ed arriveranno alla
medesima rivelazione in circa tre unti minuti.

venerdì 29 febbraio 2008

MAESTRO, CHE COSA NE PENSA DELLE ELEZIONI PROSSIME VENTURE?

foto Antonio Carmelo Erotico

lunedì 25 febbraio 2008

PERSI E RITROVATI...

Devo abituarmi a pulire più spesso le cantine del computer... Il disegno mi fu commissionato da Palumbo per conto terzi, anni fa. Ignoro che fine abbia fatto l'originale...

mercoledì 20 febbraio 2008

CHIACCHIERIAMUS D'ARIA FRITTA (proprio come nei veri blog)

Autointervistina

Il rullio nelle orecchie.
Chi ce l'ha, e chi non ce l'ha. L'avete voi?

Sul finire degli anni Settanta, il gruppo di Cannibale decise che era ora di farla finita con le storie di fantascienza, con gli eroi volanti e coi mostri; il fumetto doveva entrare in competizione con la realtà, con la cronaca. Nacque così quello che è stato definito il fumetto politico.
- Mmm... capisco la sua voglia di leggenda, ma non andò esattamente così. In realtà nessuno decise niente in questo senso. In Cannibale l'unica molla a spingere ognuno di noi egotisti era cercare di superare la magia della storia che Tanino e Paz e Mattioli e Tamburo e Scòzz si erano inventati mezz'ora prima o la settimana prima. Se mai una magia si può battere... Ognuno cercava di convincere gli altri che solo il suo cervello, in quel momento, fosse quanto di meglio esistesse su piazza. Siamo stati il gruppo più privo di Manifesti Programmatici e più ricco di guanti di sfida che abbia mai calcato le scene dell'Arte Bimba, come la chiamo. E poi eravamo circondati, assediati, minacciati da tanti di quei mostri, eravamo stimolati al nostro intorno da tanta di quell'idiozia radioattiva, che voltarla solo in fantascienza – che pure frequentammo – lo percepivamo come fatuo raddoppio dell’esistente. Ad ogni buon conto il senso complessivo di un percorso può essere etichettato, se non capito, solo al traguardo. Insomma, non almanaccavamo a tavolino. Facevamo. Poi morimmo. E vennero i critici. Gli storici. Le tesi. Le riscoperte. I rimpianti. L’arraffo dei resti. L’ex post. Sono troppo colto?

Si. No. Stia calmo. Ok, si mise a disegnare storie che parlavano di fatti reali. Il fumetto di realtà, lo targano adesso. "Un Buon Impiego" (il '77 a Bologna), "Fango" (il disastro di Seveso), "Punteggio Mille" (i disoccupati e la corruzione), "Fondi di tenebra" (il caso Montedison), per citarne qualcuno.
- Be', oltre alla collera furiosa per lo scempio al quale stavo assistendo, uno scempio di portata planetaria che non si è arrestato mai, e che ai miei cosiddetti colleghi di allora pareva non facesse assolutamente impressione, impegnati com’erano in mafalde e valentine e cauboi e cortissimi maltesi, devo ammettere che spesso fui stimolato da una committenza abbastanza illuminata. Ora la luce si è spenta, o l’hanno spenta, ed escono antologie su Tex, Dylan Dog, Diabolik, ed altre noie dello stesso livello ma, ad esempio, "Fondi di Tenebra" me lo commissionò Panorama, che aveva deciso di raccontare a fumetti trent'anni di porcate italiane. "Punteggio Mille", un fumetto sul precariato giovanile, apparve in un inserto "per i zovani" che Il Resto del Carlino faceva dirigere a Bonvi. "Un Buon Impiego" fu pubblicato da Linus senza tanti mih moh mah. Le redazioni dei giornali e delle riviste non erano contagiate dalla calma piatta di adesso e, pur non essendo affatto una regola, ahimè, poteva benissimo accadere di esser convocati per progetti che ora non si usano più.

Uno dei personaggi nati in quel periodo fu il Dottor Gek, un investigatore al soldo del Partitone, il P.C.I.
- Un servo apparentemente decerebrato, che a volte subiva, a volte obbediva zelante, a volte si permetteva iniziative personali, e quasi sempre capiva, o pensava di aver capito, solo alla fine. Nella bulagna di Zangheri & successori, di funzionarietti e funzionarioni, replica periferica di un partito berlinguerian-democristiano destinato al dimenticatoio, era facile, pressoché obbligatorio, prendersela con gli stolti che si dilettavano nella stanza dei bottoni. Guardi che fine hanno fatto. Avevano tutto in mano, mille possibilità, un universo da reinventare, e guardi lei a che cosa hanno ceduto il passo: macellai, eroina, cavalli arabi. Ed ora c'è un sindacalista, al quale non par vero di poter comandare senza tante concertazioni. Hanno buttato nel tombino le chiavi del paradiso. Durante i miei riposini più rilassati, zeppo di camomilla e con la papalina in testa, non riesco a pensare a loro se non come a minchie allucinanti.

Da queste esperienze il panorama del fumetto italiano uscì profondamente modificato.
- Aspetti un attimo. Mi dispiace deluderla. Questo è ciò che a molti piace pensare oggi, a gioco strafermo, per assolversi da un’inerzia e una cecità totali su quel che di importante succedeva allora, ma il panorama del fumetto italiano non ne uscì modificato affatto. Le cifre di quel che si vende, anzi, quel che si vende, sono lì a smentirla. D’altra parte non so che cosa lei intenda per fumetto italiano. Non avevamo nulla in comune con le catene di montaggio della Bonelli e dell'editoria porno, o con lo zucchero filato Disney, o col salottificio sinistroide della Rizzoli, questo senz'altro; ci piaceva raccontare storie a modo nostro, esplorare temi assolutamente estranei e devianti per le edicole di allora (e di adesso), flippare da pulpiti rigorosamente non ufficiali. Ma la targa di “fenomeno” ti blinda al volo nel novero dei matti, del "sì, sì, vabbe’, occhei, molto bravi, abbiamo capito, ma la realtà è un'altra". Così, dopo un po' di anni, ti accorgi che è vero, la realtà è un'altra: ha vinto Martin Mystère, un mio cognato colleziona Giulia. La pallottola con cui Tenco si è ucciso non ha cambiato San Remo, ha cambiato solo Tenco; né lui né lei avevano opzioni. Cannibale e Frigo hanno senza dubbio allevato intere scolaresche, ma le vede lei? Urlano da qualche parte? Operano? Si fanno notare? Alcuni, bravi e tosti, si stanno guadagnando il paradiso, ma sono pochissimi, solitari anzi, ed il concetto di tribù se n’è andato. Chissà... forse sto esagerando per troppa fretta, magari si tratta semplicemente di avere la pazienza dei gatti e dei cinesi…
Sento a pelle che l’errore di fondo è il prender parte a recite scritte da altri, su palc/osceni edificati da altri; a volte scopro che persino quando il copione te lo sei scritto tu, al massimo ti concedono la parte del giullare divertente. “Dai, fàcce ride…”, l’ha mai sentita? Se sfoglia il catalogo Bolaffi, e visita l'annata 1997, scoprirà che San Marino ha dedicato una serie di sedici francobolli, o "valori", alla "Storia del fumetto italiano". PazZanardi (800 Lire) è lì che affoga tra Quadratino e Kit Carson, Bobo e Valentina, Diabolik e Sturmtruppen e Bonaventura e la Pimpa e altre inutilità. Si sono presi la loro vendetta, l'hanno lisciviato e, privato della sua specificità, Paz è diventato un pezzo di carta con la colla sulla schiena come gli altri...
Eravamo troppo pochi, troppo bravi, e nessuno poté o s'azzardò o ebbe voglia di raccogliere la bandera del dopo. A volte lo sento come un demerito, a volte mi rispondo che non era compito nostro allevare figli o nipoti o pronipoti, certo non l’avevamo in programma, a volte non me ne frega nulla. Devo ancora decidere, ma mi sa che alla fine sceglierò di infischiarmene: vedo vivere ed operare canaglia, che pur avendo gironzolato sotto la nostra bandiera, arriva a proclamarsi portavoce dell’avanguardia soft, riscuotendo applausi: Finalmente! Uno che osa! Ma con giudizio! Bravò! Bravò!
Con questi esempi davanti capisce anche lei come la pratica del pensiero sovversivo sia ormai solo un passatempo adatto a pastori che non praticano le sottigliezze del mercato…
Abbiamo allattato un bel po’ di mentecatti, voilà, altro che “fumetto italiano modificato”…

A parte il suo esordio su Linus e Alter, lei ha lavorato sempre per produzioni indipendenti come il Male, Cannibale, Frigidaire. Perché?
- Su, su, chi lavora in casa d’altri lo sa. Ad un certo punto ti vuoi mettere in proprio, devi. La vecchia faccenda delle altrui scale e dell’altrui pane, che puoi risolvere solo tagliando la corda.

Le sue ultime storie, e chissà quando ne farà altre, sembrano schizzare ognuna in una direzione diversa: "Fiume Fiume" è una riflessione sull’inutilità delle fughe; "War Perfumes" fotografa la pornografia della guerra, e "a Baghdad, A BAGHDAD" canta la cretineria di chi si fa incantare dalle parole d’ordine.
- Un proverbio afgano, che illustrai per
FRIGIDAIRE, mi conquistò appena lo lessi. Intima di "Non Morire Prima di Morire". In maniera meno lapidaria ed esotica, confesso che m'è rimasto er gusto ‘da ricierca. Faccio sempre più fatica a non affogare nella liquidissima merda del mondo, lo confesso, ma ad ogni sfida bisogna pur cercare di rispondere, anche se va detto che perfino nel ramo Sfide ormai è un casino.
Specialmente quelli che hai frequentato in ere precedenti tirano a combinartene di tutti i colori, ti convocano per disegnare gratis un manifestino, l’etichetta di un olio, ti invitano alle loro feste, alle loro inaugurazioni, alle loro fiere, ti usano per rinfrescare stinte bandiere, una volta giovani, vigorose, ehm, garrenti, ed ora sconciate a coperte da cavallo… sono cambiati e fanno finta di non essere cambiati, ti spiegano che continuano a condurre le stesse battaglie di sempre, su, partecipa, famme l’etichetta gratis, dai. Brrrr. Adesso so come si sentono le coccarde sui baveri, durante le sfilate per commemorare le guerre perse...
Aharumf... T- tornando ai fumetti, certo non mi beccherà mai a disegnare manga, o superflui super eroi. Se dovesse succedere, sappia fin da ora che non sono io, che mi hanno sostituito con un simulacro. Ho fatto una TAC al cervello, la settimana scorsa, ed è risultato che mi si sta rimpicciolendo. Quando sarà delle dimensioni di una prugna andrò a fare il negro per Dylan Dog, se mi vorranno. Andrò in tv a far lo spiritoso a comando, come Vauro. Bei soldini, dicono. Chissà se sono scemo... forse sì, forse ho già il cervello a nocciola.

Senta. A sentir questi vecchi/nuovi tamburi di guerra, Corea, Iran, aaancora il Kossovo, qual è la sua reazione?
- Diiio, le domande di moda... A che cosa serve parlarne, me lo spiega? C'è sempre qualche demente che ci riprova, qualche Chief Executive Officer che va matto per versare il sangue altrui, e che fa veramente suo, ma capovolgendolo, il detto dentonico "La prossima battaglia lo rifaccio". Solo che la mia Suor Dentona operava per fini superiori, e i farabutti mai mezza volta, nemmeno per sbaglio.
Bush non concede la grazia a nessuno: da governatore autenticamente texano prima, e da Super CEO poi, ha sempre mandato papi e popoli a far delle pugnette. Non ha mai mutato gusti e inclinazioni, ed è sempre lì che lo rifà: gasatemi il condannato, trasferitelo di nascosto, torturatelo, accendetegli la sedia, bombardatemelo, fosforizzatemelo, please, per il mio Comitato d’Affari e per la Più Grande America, of course. È ancora il “Do it!” di Jerry Rubin, ricorda?, in chiave patriopetrolmerdosa. Ma non diamogli troppo addosso: tra poco se ne andrà, tirerà su una fondazione, alla quale regalerà carteggi e memorie aggiustate, o coperte dal secret fino al 3000, infine creperà di cirrosi. Il problema vero è che il nuovo incaricato non sarà diverso: li allevano fin da piccoli, nelle loro fabbriche di miliardari ne hanno intere batterie. Escogitano truffe clamorose pur di farli arrivare in cima, l’ha visto, no?, e nessuno a impiccare o incendiare niente. Questa volta sono in lizza una donna ed un negro. Chiunque vinca, finalmente anche là potranno dire che negri e donne sono uguali agli altri, il che chiude a compasso il mio ragionamento. D’altra parte ormai quasi un sesto degli americani viene dal Sud America e dall’Asia, da zone del globo nelle quali non c’è una grandissima abitudine a votare per il meglio, anzi a votare. Perché dovrebbero farlo nella nuova patria, o tirar molotov, rompere le scatole? Vede, caro Scòzzari, già Reagan postulò la non negoziabilità del sogno americano, e dopo di lui nessun mister President s’è sognato di tornarci su, il che vuol dire che da almeno vent’anni lo status quo americanus
non è negoziabile, se mai lo è stato. Il mondo deve andar così, o i miliardari ci rimettono. Due torri che van giù costano meno della riedificazione di una società.
Se pensa che la Monsanto sta cercando di capire come gestire le ONG del mondo, e anzi come diventare ONG pure lei, per vendere ai disperati dell’India e dell’Africa la sua acqua nelle sue bottigliette di plastica, senza problems etici o morali, ha già capito l’inutilità della matita. Hai voglia a far fumetti…
E perchè non mi chiede come siam messi in casa nostra?

Dopo. In questi ultimi anni lei si è dedicato anche alla letteratura. Oltre alla rievocazione degli anni 70 in "Prima pagare poi ricordare", ha scritto racconti, il romanzo "L'isterico a metano"….
- Ho scritto "XXX, racconti porni", che, esattamente come "Prima pagare", Castelvecchi non ha mai pagato. Tirature pirata questo sì, ma pagare questo mai. Del resto non ha mai pagato nessuno, ed è quindi una fortuna universale che sia sparito dalla circolazione. Non so che fine abbia fatto, ma immagino si sia impiccato: era intelligente. O che lo abbiano impiccato: c’è ancora gente intelligente. Poi “Cuore di Edmondo", poi... aah, su, non serve a nulla. Chi li ha letti li ha letti, chi non li ha letti colpa sua. E degli Uffici Diffusione, va da se’.

Va da sé. Ora perché non si decide a parlare del suo ultimo “Memorie dell’Arte Bimba”? Mi sono alzato alle cinque per venire a farle ‘sta domanda.
- Siccome sono scemo, ho voluto sottoporre Arte Bimba ai giudizi di un pool di β lettori, in parte sconosciuti incontrati nella Rete, in parte amici, ma tutti a vario titolo appartenenti alla scena italiana dei comics, con l’ordine di cavarmi la pelle, se fosse stato il caso: ero ubriaco di me stesso, e ho dovuto appaltare a terzi eventuali correzioni, miglioramenti, suggerimenti. Esternalizzare, come dicono alle Poste o in Ferrovia.
Naturalmente è scoppiato un gran putiferio: e non hai messo questo, e non hai parlato di Tizio, e perché salti quello… oltre al fatto che davano giudizi sempre entusiastici, invece di impugnare il lapis rossoblu come avevo pregato. Non erano quelli gli aiuti che mi servivano, avevo sbagliato a rivolgermi ad altri autori e ad altri maniaci. Se non parli della Marvel e dei manga o del nuovo trend delle comic novel vivi nell’Errore, sei un povero ignorante, e solo a lettura ultimata accettavano la mia forsennata partigianeria... alcuni.
Avevano scambiato la porzione "Manuale" di Memorie dell’Arte Bimba per un manuale vero! Capivano e non capivano la natura del loro fraintendimento, ma continuavano a guardarmi strano, anche dopo che avevo finito di spiegar tutto, come sto facendo con lei. Se si mette a guardarmi strano perfino lei, è andata.
Per edificare il mio Memorie dell’Arte Bimba mi son servito dei fumetti perché son nato fumettaro, benchè ora non me ne sbatta più nulla, soprattutto a causa di quel che son diventati, di quel che sono sempre stati.
Nel mio libro il Fumetto è un pretesto, un trucco, un pigiama drammaturgico; l’ho usato perché al pari di molti altri l’ho praticato, l’ho amato, lo conosco, ma se fossi nato lavandaia avrei scritto un libro identico, pur cantando di mani rosse, acque fredde, pessimi saponi, chioccolìo di fontane e signore stronze. Nella seconda parte poi, resa pazza dai vapori di varechina e sapone di Marsiglia inalati per tanti anni, avrei arringato, pulito il mondo con un Manuale sul come va fatto un Buon Bucato, sul nuovo significato da imprimere al concetto di Bucato...
Eccolo, il senso di questo fintissimo Manuale: il percorso di un bimbo che si ammala di Disegnite Perniciosa, cerca una strada, e poi, sulla scorta di quello che crede d’aver imparato, s’impalca e dà lezioni agli altri sullo stato dell’Universo. La volti in termini di lavandare, e poi dica se non sarebbe stato ugualmente un libro divertente.
Insomma, parafrasando ciò che dico nelle pagine iniziali, ho inventato la filogenesi che mi ha promosso da bimbo–a–tentoni in Artista Concionante. Da bimbo quasi sano a quasi vecchio francamente pazzo.

Che cosa la spinge a disegnare, a scrivere, a inventare ancora? Glielo chiedeva anche la copertina di questo libro, prima che ci piazzassero sopra le manazze: perchè non la pianta?
-
E' il rullìo. Molti lo hanno, molti. Una notte ogni sei mesi mi sveglio di colpo, tutto un sudore. Invano consulto la luna fredda che buca le tendine: checcè, che è stato, chi mi chiama, che cos'è 'sto rullìo di tamburi? Rancas, sei tu? Perché non dormi, maledizione?
Un fantasma brizzolato, tarmato, vestito da tamburino, con voce stizzita e senile mi frinisce esausto nelle recchie:
"Frii, frii, frii... Sei ancora vegeto, figlio mio fannullone? Te ne stai lì steso, con tutto quel che c’è da fare? Ascolta, m’è venuta un’ideahhhhh…".
E a quel vecchio malvissuto, che da bambino chiamavo U, che a volte ho chiamato Ciro Cinzano, a volte Flìp La Folì, ma sempre di più mi vien da chiamarlo Flìp Le Morroyd, a quel rompi non sempre si può mostrare il medio levato, sibilandogli Ho Già Dato. In genere le idee che vuole instillare con le sue calcolatissime apparizioni mi procurano rabbie e sudori e balbettii; devo metterle su carta o schiatto. In questo è veramente bravissimo.
Va però aggiunto che se ogni tanto arrivassero anche un po' di soldi, assieme a quei sussurri oltretombali e a quei raschi di radici sotterranee, risponderei con ancor più battagliera sollecitudine. Un dio migliore, sarei, se riuscissi mai a captare il fruscio dei dindi, e non solo dei miei neuroni. Una volta su cinque, ecco, non chiedo molto.
Perciò, visto che le presenti condizioni non mutano, e che per come la vedo io non muteranno tanto in fretta, questi semestrali rullii non ho difficoltà a definirli rullii del cazzo.

LA VINCITORA

Ecco la copertina vincitrice del grande concorso Scòzz vs Scòzz.

A sorpresa è ricicciato dal cestino, ed ha sbaragliato la concorrenza, un antico Scòzz frigideriano, che avevo proposto in primissima battuta, ma che mi era stato rifiutato al volo come troppo scherzoso, troppo privo di autorevolezza. Poooi, a distanza di mesi, è stato ripescato e "aggiustato" con motivazioni arcane, a me non fornite: mutati in peggio il font, il lettering, i colori, insomma le scritte di titolo ed autore, ed eliminato un piccolo fumetto, col quale il pube rossissimo mi chiedeva perchè, uf, non la pianto mai. IO l'avevo lasciato a significare che ogni tanto anche per noi Bimbi la Figa è Magica e Parlante, e surtout che così è anche il libro, e strasurtout che così io intendo l'Arte Bimba: magica e parlante, ed i suoi Autori devono possedere Tigna, Tigna, Tigna. Meraviglia. Passioni segrete e un po' marcine. Innocenza. Voglia di delinquere, col cervello, col naso, con la matita, ecc ecc ecc ecc ecc ecc.
Sottigliezze da rompicoglioni che si sarebbero perse in una copertina pur sempre rivolta ai passanti frettolosi, deve aver ragionato l'Editore; il quale, ragiono io, è meno portato alle sottigliezze degli autori, e più alla fretta dei clienti.
La gente, d'altra parte, saranno contenti: ancora una volta la mano umana ha sconfitto il compiu, Photoshop vaffanculo, viva gli artigiani, viva la matita, vade retro silicio, vade retro duemila. Su in alto, a destra, sostengo che
HANDMADE IS DEAD, ma tutti s'affannano a darmi torto. E' lo strumento che fa la differenza, e non il cervello? Be', perchè no, dico, in effetti la si può benissimo vedere anche così, ma perchè allora mi girano le uàllere? Possibile che non mi stia mai bene gnente?

(Questa è la cover perditora).

venerdì 8 febbraio 2008

VOTA LA COPERTINA!
DI DESTRA, DI SINISTRA, DI CENTRO!
E' DI GRAN MODA!
RICCHI BACI ALLA VINCITRICE!
DOLCI BACI ALLA PERDITRICE!




CONCORSO very PA! ZE! SCO!

I
ndico un Concorso fra ME e ME, di cui voi teppa sarete Giudici e Giuria.

Tra le sedici copertine che precedono e che seguono - ma alla Coniglio Editore ne ho spedite più di quaranta - dovrete stabilire voi quale sarebbe stata degna d'apparire sui polverosi e poco frequentati scaffali delle librerie italiane. Voglio proprio vedere chi di noi due avrebbe vinto: se IO, oppure IO...

La Cover Vittoriosa verrà proclamata justappoint vittoriosa alla fine della presentazione di MEMORIE dell'ARTE BIMBA, che terrò il 6 marzo alla libreria Irnerio di Bologna. Nella fausta occasione verificherete anche la tipica inutilità dei concorsi: il libro avrà già la sua bella copertina, frutto di lotte al coltello fra l'Illuminato Me e gli oberati gnomi della Coniglio, che ne sanno circa un millesimo di quel che ne so io ma tendono a pensare il contrario. La Cover Ufficiala, a meno di ulteriori coltellate e ripicche e dispetti e prese di posizione e compromessi e sfanculi reciproci, sarà più o meno quella che vedete due post più sotto, fatta da me e che mi piace abbastanza anche a me, il famoso IO, mapperò...

Le copertine presentano due temi: il TOPO e il CHIODINO.
Il TOPO è il Fumetto, il mio fumetto, le tonnellate di giornalini che lessi nelle mie estati fatate, i miei scarabocchi, il profumo di quelle pagine, l'odio per la Disney, per come negli anni ha voluto banalizzare una bandiera. Avvicinarsi al signor M.Mouse avrebbe solo conferito ulteriore gloria al nemico odiatissimo, ma era anche una bella sfida grafica: duellare con un simbolo prepotente come quello non era facile. Ho accettato e ho vinto.
Il CHIODINO, un elementare omino a testina piatta, è invece il pupazzino che mio padre disegnava sul bordo dei suoi ricettari, e che poi animava col pollice: non lo sapeva, ma fu con quel pollice e con quegli indaffarati chiodini che m'instradò sulle vie dell'Arte Bimba. Se l'avesse immaginato, si sarebbe troncato il pollice.
Inutile sottolineare quali dei due temi io preferisca. Ditemi invece quale preferite vobis.




















































































































Aspetto trepido le vostre scelte.
Se poi vorrete anche dare un voto alle singole copertine, indipendente dal brutale concetto Kover Vince-Kover Perde, mi farete il servizietto completo.
Avete appena una vaga idea di quanto mi piacciano i servizietti, ma vi ringrazio sin da ora.


(Ehm... non rompete sulla vecchia faccenda disegni al computer - disegni fatti a mano. Con che cosa l'azionate voi un computer, con le sopracciglia?)


MY PAPI

Anche se ho sognato spessissimo di raderle al suolo, le SCVOLE ELEMENTARI GVGLIELMO MARCONI erano divertenti. Dio, le volte che non ho vomitato su quelle rosse piastrelle esagonali... quanto ridevano, i bimbi, mentre piangevo e puzzavo. Ah, ma poi l'odore gli arrivava, dio bono, gli arrivava, e di colpo vomitavano e piangevano, e IO RIDEVA !

LA SPIEGAZIONE, FINALMENTE...

O
ra che siamo a ridosso dell'uscita di Memorie dell'Arte Bimba, bisogna proprio che spieghi di che cosa si tratta. Pronti?


PpuLP - Piano di Presentazione per UN LIBRO PARTIGIANO

Prima Parte
MEMORIE DELL'ARTE BIMBA
Come ho iniziato a disegnare, e perché non ho più smesso.

Canto con alate parole la mia infanzia, affatturata dal mio amore per la Bebi, una serva bellissima e dall’estivo cavallo odoroso, riccio a Riccione. È lei la colpevole di tutto. La sua bellezza apascia, il suo inguine anni ’50, la sua bravura nel costruire e far ballare per me bambole di pezze, la sua maestria nel dipingere a tempera grandi tavole circensi. Bebi, sei morta? Ai nìd iù, suppergiù.
La dea di servizio sparì (Colpa di mia madre? Troppo scarsa nei ragù? Troppi sorrisi di mio padre? Dire non so), sostituita da un’orrenda Olga. In memoriam, volli rifare quelle ballerine di stracci, quei tendoni del circo, usando la matita e i pastelli Giotto (magra scatolina da sei, s’era poveri), per allenarmi a stangar via dalla terra Marzio Santi, cinno maledetto che nelle gare sotterranee di disegno mi stracciava. Ridendo, inoltre. Ero in prima elementare, ma già avevo nemici da abbattere. L’arma che scelsi fu I Fumetti.
Arma Bianca e Nera, come la mia anima. Congrua. Consona.
E tutto ciò sarà VERO.

Ma che cosa c’era nei fumetti di tanto affascinante? Perché volevo unirmi, ehm, alla Scena, come si direbbe ora? Perché affannarmi a riempire quaderni su quaderni di cose sgangherate, quando risultava evidente ai miei occhi di bimbo che ogni giornalino sanzionava la distanza tra le mie corte manocce e l’Arte dei Grandi? Ho provato provato provato a raccontare, a disegnare, alè-ce-l’ho-fatta, mi dicevo, ma Lollo Rompicollo e Carl Barks mi ributtavano nel fango ogni pomeriggio. La mia Storia, tutta FALSA.
O vera? Deciderò in
Trincea®.

Seconda Parte
MANUALE DELL'ARTE BIMBA
Ah, sì? Vuoi far parte della Scena, brocco pietoso?

S
ai da che parte cominciare?
La sai fare, la punta alla matita? Sai com’è fatta? E che cosa sai dirmi dell’inchiostro di china? Quale carta avresti intenzione di usare?
Soprattutto: sei cosciente della vita che ti aspetta?
Sai raccontare? Quali maestri hai avuto?
Hai cultura? Come te la sei fatta?
NON ce l’hai? Allora, cazzo vuoi? Be’, adesso non scusarti, t'insegno anche questo. E moltissime altre cose, che ti porteranno
AI SOLDI, il motore di ogni faccenda.
Intanto, perché non vieni con me, perché non mi accompagni dall’Editore? Vedrai quel che non combinerò, e ne imparerai, osse ne imparerai, sui fumetti, su di me, su di te, sui soldi e in generale sul Mondo.
Questa sarà la Tecnica.
E sarà VERA, a modo mio.

Terza parte
THE CORE: la sceneggiatura
Pensare ed inventare

Saper disegnare, nel mondo dei fumetti, non è obbligatorio. Certo, se sei assistito dalla Grazia potrai più facilmente addivenire alla villa al mare, alle groupies bavose, alle interviste con la libreria di casa alle spalle.
Brilluccichii da telegiornale. Noi qui stiamo parlando di anima, quella cosa che dicono interna alle ostie, quella cosa che giuri di avere interna a te.
Dovrai dimostrarlo almeno una volta al mese. La facevi più facile, eh?
Devi aver qualcosa dentro. Devi saperlo mettere fuori. Stai raccontando agli altri, che di te non sanno nulla e non vogliono saper nulla.
Intanto comincia ad accettare il fatto che se non hai almeno trentacinque anni, dalla vita non puoi aver incamerato un granché. Prima dei trentacinque anni sei uno sbarbo. E chi si interessa agli sbarbi, se non sono cantanti? Canti, tu?
Taci. Leggi. Studia. Impara. Vivi. Dovrai far tuoi i segreti per centrare i seguenti importanti obiettivi:

Non appallare.
Non impalcarti.
Non fare la ruota.
Non piagnucolare.

Ti dirò io come. E sarà tutto VERO. Al 20% minimo garantito equo e solidale.
Vero com’è vero che mi chiamo
Giasone.
LUCE DA LUCE

sabato 26 gennaio 2008

PROMESSE PROMESSE

Milioni mi hanno scritto rimproverandomi sostanzialmnt. due cose: che non aggiorno MAI 'sto blog, e che NON ho dato quella famosa festa sulle colline, a base di frizzi, lazzi e donne nude, che avrei dovuto celebrare in occasione dell'uscita di "Memorie dell'Arte Bimba".

Orbene.
A me i blog stanno sui maròni, e questo chiude la faccenda. Se e quando avrò qualcosa da comunicare all'Universo, lo metterò qui, sempre che ne abbia voglia. Forse. I diari intimi e quotidiani delle signorine e dei signorini, arzigogolate delazioni sul nulla che succede nelle loro vite e nei loro zervelli, in casa mia non han campo.

Poi.
Per tenere feste orgiastiche, durante le quali inseguire su e giù per i calanchi ridacchianti monelle sudate e svelate, urlando Euvohè Euvohè mentre le frusto con l'ortica, bisognerebbe purtroppo ottenere un preventivo benestare da mogli e figlie, cosa che non avevo calcolato, e che sono state svelte a sottolineare. E mi sa che pure i vicini e la Questura avrebbero i loro bei dubbi. Inoltre, argomento decisivo, il libro NON è ancora uscito, per cui la mia era solo bava troppo anticipatoria. Inoltre qui da me fa freddo. Presente freddo? Ed il freddo è nemico dell'ortica, quasi come le mogli.

Ad ogni modo.
Il libro uscirà a fine Febbraio, e per celebrarlo degnamente, assieme a Palumbo il "Ramarro" e a Blu lo "Scarabocchiatore di Muri", ai primissimi di Marzo salirò in vetta ad un'importante ed orrenda torre universitaria bolognese. Lassù pitterò e concionerò, arringherò e pitterò, pitterò e farò presente. Abbellirò Bologna e i vostri cuori. I pastizzini li porterete voi, e me li tirerete con la fionda.
Visto che la figa illegale mi è negata, uffi, questo programma è attualmente quanto di più vicino all'Orgia Sfrenata mi sia venuto in mente. Accettansi suggerimenti.

venerdì 24 agosto 2007

NOSTA'LGHIA CARTACEA & PRODUTTIVITY FORSENNE'

ULTERIORISSIME DELLA BESTIALE NOTTE !

Le buone notizie non finiscono mai, per fortuna.
La Coniglio Editore e lo Scòzzari Autore hanno stipulato ieri notte ulteriori contratti, con relative strette di mani soddisfatte e passaggi di svanziche soddisfacenti. Il 2008, anno fausto per me, l'editoria itagliena e la cultura terrestre, vedrà dunque l'uscita dei seguenti capolavori:

1 - MEMORIE DELL'ARTE BIMBA, prima metà di febbraio. Storia ragionata di me bambino: come mi appresto a conquistare il Regno.
2 - Terza edizione di PRIMA PAGARE POI RICORDARE, a seguire. Storia ragionata di Me Adulto: come mantengo e rafforzo il suaccennato Regno.
3 - Seconda edizione di XXXX, Racconti Porni, dopo che si sarà calmato il clamore delle due preced. uscite che ho detto prima.
4 - FILIPPO SCOZZARI E L'INSONNIA OCCIDENTALE, poco dopo che si sarà calmato il glamour della precdnt. uscita detta prima pure lei. Antologia di racconti e giramenti notturni.

Stavo per concludere anche il contratto di CUORE DI EDMONDO, versione riveduta, corretta e triplicata, ma al momento della firma Coniglio Editore s'è ricordato che non gli piaceva per niente e l'annoiava - l'aveva parzialm. letto in un mio sito ora morto.
Peccato.
Ma saprò convincerlo del suo mostruoso errore, immagino dovuto principalmente al fatto che ormai aveva finito i soldi. Devo solo aspettare che il suo conto corrente bancario rifiorisca. E poi vedrete, terrestri. VEDRETE!
RrhOOAARRGGHH!

lunedì 13 agosto 2007

MEMORIE DELL'ARTE BIMBA

F I N A L M A' N !
MEMORIE DELL'ARTE BIMBA!
Uuuscirà!
Nel febbraio del 2008!

Per i miei gusti è un pochino troppo in là, a dire il vero, ma i tempi tecnici purtroppo sono questi.
Ad ogni modo era ora, dio bonino.
Lo pubblicherà la Coniglio Editore, che non ha fatto tante storie: appena mi sono presentato col CD in redazione, mi hanno fatto accomodare, hanno spento i telefonini, mi hanno offerto uno spumone al mandarino e m'hanno fatto firmare un pingue contratto, anche se non avevo con me il "cartaceo", come lo chiamano in quel nido di deficienti che è la Fandango.

# - M'ero presentato anche di fronte a loro, cravatta buona e denti lavati, ma mi hanno risposto che non sono ancora pronti per fare scouting, qualsiasi cosa ciò significhi nella lingua dei deficienti, e che comunque non hanno tempo di leggere libri. Solo quelli di Baricco?, ho chiesto, e mi hanno subito accompagnato fuori. Spumoni neanche a parlarne.

# - Einaudi Stile Libero è messa male, purtroppo. Non ha mai risposto. Per un motivo o un altro sono tutti finiti in clinica, ma giuro che io non c'entro: se i liberi stilisti romani di quell'ex collana avessero letto diciamo le mie prime venti pagine, ma bastavano anche le prime dieci, sarebbero sicuramente guariti dalle turpi piaghe che li affiggono nel corpo e nella centralina. Ne sono, come dire, certo. Auguri sinceri per i prossimi due secoli.

# - Mondadori s'è presa il suo tempo, mesi e mesi e mesi, quasi un anno, ed ha poi bocciato Memorie, con l'accusa che il libro in realtà ne conteneva almeno quattro, e che ciò l'avrebbe reso incomprensibile per la loro forza vendita. E rimandateli a scuola, ho suggerito. Sono stato portato fuori. Niente spumoni.

# - Rizzoli idem, genere passa parola, con la differenza che il responso è stato ancor più leeento. Leeeentissimo. Scazieri, il suo elaborato è buono, sul serio. Ma andiamo, quattro libri. In uno. Non si fa. Ci dispiace, Scorazzi. Asciughi. Riscriva. Smonti. Tagli. Butti via. Rimonti. Lo renda scaffalabile, prenda in considerazione anche le Nostre Esigenze. Ne possiamo riparlare quando vuole. Siamo impegnatissimi, creda. Siamo con Lei, creda. Click, tuu, tuu, tuu...

Cominciavo ad avere le traveggole omicide...

# - Neri Pozza voleva smembrare il libro, incorporare la prima parte "Io. Parliamone" in una nuova edizione di Prima Pagare Poi Ricordare, del quale peraltro non ha mai posseduto i diritti, ed il resto farlo uscire più in là, con altro titolo da decidere insieme. Nella preoccupazione che la loro idiozia fosse contagiosa, li ho mandati in gita al Paese delle Pugnette. Credo proprio che ci siano andati, e che ora stiano ruzzando per quei prati assieme agli esperti di Mondador. e Rizzol.

Ecco, riassunti molto in breve, e con colori ben più vivi della trista realtà, i # motivi per cui ero sparito da 'sto blog: stavo testando e tastando il culturificio itaglieno, dentro e fuori da redazioni di mentecatti, riuniti a coorte per prendermi in giro e farmi morire di bile verde.

Ma ho vinto io, muà, più verde e vegeto di loro.

A fine ehm - embre darò una festa ENORMA qui, sulle mie colline, per celebrare la fine di un incubo durato due anni. Rosolio del Mìcigan, cimbali, caldo, donne nude, probabilmente del Mìfigan, scemi bruciati in effige, mia ascesa al cielo dei cielesti, lampi, stelle roteanti, delirium e risate, cotillons alla gent.me Signore che vorranno intervenire [nude]. Se sarò in soldi, forse persino coriandoli. Non so promettere di più. Non oso.

EUVHOE'! EUVHOE'! IO! VOI! E ME! CAZZO VOGLIAMO?